Un buon mix di freschezza sta sempre bene in ogni stagione, soprattutto perchè siamo sempre in contatto con le persone, si è sempre detto di fare attenzione a non sovrapporre deodorante e profumo anche se abbinarli può essere una strategia vincente, l'importante è prestare attenzione ad alcuni accorgimenti per un buon mix.
Con la menopausa a causa dei cambiamenti ormonali può succedere di avere una traspirazione molto più abbondante, solitamente aumenta la sudorazione sull'intero corpo in generale.
La sudorazione ascellare può restare invariata, ma necessità di un mix di freschezza maggiore perchè l'odore è molto più forte.
Per contrastare questo fastidio con un mix di leggerezza puoi usare un deodorante specifico contro l'ipersudorazine senza profumo e a base di sospanze come il cloridrato di alluminio, principio che neutralizza i batteri responsabili dei cattivi odori e limita la produzione di sudore perchè restringe i pori.
In questo caso per un mix di freschezza si può abbinare il deodorante ad un profumo floreale delicato, buone sono le note leggere del giacinto, della rosa e del mughetto, perfette anche sovrapposte ad altri odori.
Un mix di freschezza ci serve anche per far fronte ai periodi di foirte stress quando forti emozioni determinano sudate improvvise e indistintamente se l'ambiente è surriscaldato o meno.
La causa di ciò è l'adrenalina che fa lavorare in modo eccessivo le ghaindole sudoripare.
Per questi casi è bene tenere sempre a portata di mano un deodorante naturale, facile da stendere come uno stick.
La sola raccomandazione dopo averlo usato è passarlo con una velina per eliminare gli eventuali batteri che si depositano in seguito al contatto con la pelle , per un mix di freschezza vincente è bene associare il deodorante ad una fragranza dalle proprietà rilassanti come lavanda o melissa, puoi scegliere un'acqua profumata da portare sempre con te e spruzzare in ogni situazione di emergenza che senti la necessità di un mix di freschezza.
Sudare sotto sforzo è la cosa più normale , sudare in questo caso è un meccanismo indispensabile per poter raffreddare la temperatura corporea, ma che rende necessaria un'efficace strategia antisudore.
Per un buon mix di freschezza sono indicati deodoranti spray che evaporano subito e lasciano sulla pelle una sensazione di freschezza.
Tra questi sono ideali i prodotti in versione dry con una texture asciutta grazie alla presenza di polveri micronizzate come il talco.
Se sei un'affezionata della palestra il mix di freschezza è d'obbligo per cui sarà bene scegliere un'essenza fresca con una punta di amaro in modo tale da non far girare la traspirazione verso qualcosa di sgradevole.
Ottime le note agrumate di pompelmo e bergamotto.
Ci sono persone che tendono a sudare in zone precise del corpo, questo dipende da una costituzione individuale, ma anche al fatto che in certi punti, come ascelle, piante dei piedi, palmi delle mani le ghiandole sudoripare sono alquanto concentrate.
Se questo è il tuo personale problema per un mix di freschezza puoi usare un deodorante fluido per le ascelle, leggermente mentolato per il resto del corpo che così è ottimo anche per i piedi o sull'inguine e su qualche altra parte.
Senza problemi per un buon mix di freschezza lo puoi abbinare ad un'acqua profumata all'aroma rinfrescante dove prevalgono note marine e verdi, mix sarà alquanto piacevole con note di freschezza incredibili.
C'è chi però suda poco e può essere per molti un vantaggio perché limita così il problema dei cattivi odori, anche se chi ha una scarsa traspirazione sotto le braccia ha la pelle più secca e ruvida in quanto il sudore contiene anche delle sostanze grasse che lo ammorbidiscano.
Per risolvere questo problema dopo la doccia è l'ideale una crema emoliente anche sotto le ascelle per idratarle e ridurre lo stress dovuto alla depilazione e allo strofinio continuo degli abiti, per un mix di freschezza è bene scegliere una versione vapo leggermente acquosa con una profumazione impercettibile dall'aroma pulito e con questa base delicata puoi usare un profumo a piacere come un bouquet speziato e fiorito!
Il corpo per stare bene ha bisogno di un ambiente sufficentemente umido.
Solitamente gli ambienti che tendiamo a frequentare di più sono soggetti ad avere l'aria condizionata, quindi l'aria è troppo secca e la pelle tende a disidratarsi.
In casi come questi il mix di freschezza è obbligatorio .
Il rimedio in questi casi , oltre ad avere una buona idratazione con cibi e bevande è scegliere un deodorante che addolcisca la pelle ricco di sostanze idratanti.
Perfettamente adeguate le formule roll on o fluidi che rimangono a lungo nella cute e la ammorbidiscano.
L'ideale sarebbe scegliere cosmetici bio o naturali perchè non aggrediscono l'epidermide e per un mix di freschezza si può tranquillamente abbinare acqua aromatizzata leggera da spruzzarsi addosso al momento del bisogno.
Anche gli uomini sudano e anche a loro serve un mix di freschezza perfetto.
In proporizione le donne sudano di più, negli uomini la presenza di una maggiore flora batterica cutanea fa si che l'odore della sudorazione sia più persistente rispetto a quella femminile.
Anche qui ci vuole un'attenzione particolare in tutte le situazioni a rischio, come quelle in cui si pratica attività fisica. La mossa giusta è lavarsi le ascelle ed usare un deodorante fresco e asciutto, meglio se in versione spray prima della palestra.
Dopo attività fisica e doccia per un mix di freschezza adeguato si può abbinare un profumo agrumato e leggero.
La pelle è più calda per una maggiore circolazione sanguigna ed un'essenza troppo forte si avvertirebbe subito.
A volte capita che l'uomo si trascuri un po', per cui un'eccessiva sudorazione è normale.
Vita frenetica, stressata, alimentazione sbagliata affatica la digestione e fa produrre più calore.
Chi è in sovrappeso tende infatti a sudare di più perchè lo strato di grasso sottocutaneo costringe la circolazione sanguigna a lavorare di più.
Per sentirsi sempre a posto è importante curare l'igiene personale, ad indossare capi in fibra naturale , un mix di freschezza adeguato arriva dal deodorante stick che contenga minerali ad azione assorbente e va applicato più vole.
Scegliendo un mix di freschezza neutro e applicato più volte al giorno.
Un deodorante neutro può quindi essere abbinato a dell'essenza marina che richiami le note del mare ed i legni più delicati.
In questi casi sarà bene evitare le fragranze speziate e quelle fruttate perchè troppo persistenti e a contatto con i minerali assorbenti del deodorante possono creare un odore acre.
mercoledì 29 settembre 2010
martedì 28 settembre 2010
LA VITILIGINE
La vitiligine è una malattia che colpisce la pelle, che in alcune aree si schiarisce progressivamente. Le parti del corpo più frequentemente colpite dalla vitiligine interessate sono mani, piedi, viso, gambe, gomiti e genitali, ma la vitiligine può estendersi nel tempo, nel senso sia di un ampliamento delle zone, sia della comparsa di nuove aree.
Non si tratta di una malattia contagiosa nè grave di per sé per fortuna!
Ma, per chi ne soffre di vitiligine le ricadute psicologiche possono essere importanti come in genere accade in tutti i disturbi cronici della pelle, organo immediatamente visibile agli sguardi altrui.
La vitiligine è una patologia di tipo autoimmunitario , che si sviluppa a partire da una predisposizione genetica.
Questa è l'ipotesi attualmente più accreditata ed è un fatto che non poche persone con la vitiligine presentino contemporaneamente anche altri disturbi di natura autoimmune con il risultato è che le cellule della cute che producono e accumulano melanina, il pigmento scuro che colora pelle, capelli e peli vengono aggrediti e distrutti dal sistema immunitario che non li riconosce più come parte dell'organismo, ma come qualcosa di estraneo da cui difendersi.
Sembra però che giochi un ruolo alquanto importante il danno ossidativo, soprattutto la presenza di un eccesso di perossido di idrogeno più conosciuto come acqua ossigenata a livello cutaneo. Il perossido d'idrogeno appartiene alle specie reattive dell'ossigeno ed è particolarmente nocivo per le strutture cellulari, determinando quindi la vitiligine.
Per la vitiligine c'è anche un trattamento naturopatico ed è per certi versi analogo a quello che viene attuato in presenza di altre patologie a componente autoimmunitaria, come la psoriasi. Per quanto possa sembrare strano, mentre la medicina classifica migliaia di patologie, per ciascuna delle quali prevede una terapia farmacologica specifica , la naturopatia si rivolge ad un numero assai limitato di fattori, intervenendo su di essi in un'ottica causalista, dando così la possibilità all'organismo di far emergere le proprie fisiologiche potenzialità di autoregolazione e autoguarigione in tutta la loro pienezza.
La naturopatia con la cura della vitiligine punta ad eliminare o almeno a minimizzare tutto quello che può alterare il normale funzionamento del sistema immunitario - o, più correttamente, psiconeuroendocrinoimmunitario.
Per la cura della vitiligine dal punto di vista della naturopatia è importante curare l' alimentazione, preoccupandosi sia di individuare e gestire le probabili intolleranze alimentari, cercare di evitare cibi e loro modalità di assunzione che possano sostenere l'infiammazione cronica nel corpo, fosse anche di basso grado.
Limitare l'assunzione di microrganismi, come quelli che abbondano nel nostro intestino e che assai frequentemente modificano sia qualitativamente che quantitativamente la loro presenza; controllare lo stress, infatti anche la medicina riconosce come causa di attivazione della vitiligine, nonché meccanismo in grado di sostenerla.
Evitare un eccesso di estrogeni in quanto hanno un potente fattore di alterazione della risposta immune, come indirettemente conferma anche il dato che le donne vengano colpite da malattie autoimmuni molto più degli uomini, in un rapporto addirittura di 9 a 1, soprattutto in età fertile, cioè quando la produzione estrogenica è massima.
Il trattamento naturopatico prevede il Test DRIA ed una corretta alimentazione, trattamento naturale degli aspetti psicoemotivi e nervosi, riequilibrando così l'asse degli estrogeni, grazie all' assunzione di specifici integratori naturali e fitoterapici ad attività immunomodulante sono i passi necessari da compiere all'interno di un percorso di riequilibrio naturopatico.
Per curare completamente la vitiligine è necessario limitare quanto più possibile il contatto con sostanze chimiche di vario tipo (tra cui quelle contenute nelle tinture dei capelli), che sono in grado di scatenare o peggiorare la vitiligine.
In merito al perossido d'idrogeno in eccesso, si rivela importante l'impiego di minerali e vitamine antiossidanti.
L'assunzione di vitamina C in associazione ai flavonoidi , di Vitamina E e il beracarotene va integrata anche la supplementazione di glutatione, usato o da un importantissimo enzima antiossidante dell'organismo, la glutatione perossidasi, per eliminare il perossido di idrogeno, che viene trasformato in semplici ossigeno e acqua.
Per funzionare, la glutatione perossidasi ha bisogno di uno specifico minerale, il selenio, che per di più è anch'esso un ottimo antiossidante.
Sulla base di alcune correlazioni evidenziate tra vitiligine e cattivo funzionamento della tiroide va tenuto in considerazione anche l'uso di iodio oligoelemento. Lo iodio oligoelemento è un interessante regolatore della funzionalità tiroidea, sia nella tendenza all'ipotiroidisimo che in quella all'ipertiroidisimo, sulle quali peraltro agisce favorevolmente anche l'approccio alimentare menzionato.
Ci sono infine alcuni rimedi naturali specifici, che possono essere utili nella vitiligine, ma rappresentano solo un complemento al ben più interessante e causalistico trattamento di riequilibrio del terreno individuale più sopra descritto.
Tra questi troviamo gli Amminoacidi come la L-tirosina, da cui la melanina deriva, o anche la L-fenilalanina che l'organismo trasforma in tirosina i quali possono facilitare la ripigmentazione della pelle.
Si trovano alcune vitamine del complesso B, in associazione all'esposizione solare, si sono dimostrate efficaci nel miglioramento della vitiligine, sarà bene ricordare la vitamina B12 (cianocobalamina), la B9 (acido folico) e il PABA (acido paraminobenzoico o vitamina B10, ma in realtà si tratta di una "non vitamina").
Nel campo della fitoterapia per guarire dalla vitiligine si trova il Gingko biloba ed è probabilmente il più interessante, infatti anche una ricerca scientifica specifica ha evidenziato che è in grado di promuovere la ripigmentazione, in alcuni soggetti questa è stata addirittura totale anche se sulle aree bianche non sono ancora di grande estensione.
Il ginkgo ha in effetti un potente effetti antiossidante, è un notevole antinfiammatorio e ha anche un'azione antistress.
Non solo farmaci o fitoterapia, importanti sono anche i rimedi vegetali importanti per la cura della vitiligine come la curcuma o Curcuma longa.
La specifica conferma, fa piacere, ma gli effetti antiossidanti e antinfiammatori dei curcuminoidi erano ben noti e questa spezia già comunemente utilizzata in tutte quelle necessità di contenere lo stress ossidativo e persino per migliorare l'umore.
Altra spezia importante è il pepe nero soprattutto un suo principio attivo, la piperina la quale sembra in grado di stimolare la produzione di melanina per via topica, aiutando a scurire le aree depigmentate rapidamente.
Come si diceva la vitiligine è qualcosa di molto più complesso di un problema cosmetico e la logica, perlomeno in naturopatia, è agire sulle cause di squilibrio.
Per questo ci sono anche i i gemmoderivati,come il macerato glicerico di platano (Platanus orientalis), un drenante a spiccato tropismo cutaneo, può rivelarsi utile all'interno di un più completo trattamento della vitiligine.
Tutto questo ricordando i molti rimedi vegetali usati in altre culture tradizionali, come in primo luogo Picrorhiza kurroa, consigliata nella vitiligine dall'Ayurveda. In Occidente, la validità di questa pianta è confermata solo per le epatiti e più in generale per le patologie del fegato. Ma, anche nel caso della picrorriza, è verosimile che alla base degli effetti ipotizzati nella vitiligine possano esserci proprio le sue note proprietà antiossidanti (di protezione delle riserve di glutatione) e antinfiammatorie.
Non si tratta di una malattia contagiosa nè grave di per sé per fortuna!
Ma, per chi ne soffre di vitiligine le ricadute psicologiche possono essere importanti come in genere accade in tutti i disturbi cronici della pelle, organo immediatamente visibile agli sguardi altrui.
La vitiligine è una patologia di tipo autoimmunitario , che si sviluppa a partire da una predisposizione genetica.
Questa è l'ipotesi attualmente più accreditata ed è un fatto che non poche persone con la vitiligine presentino contemporaneamente anche altri disturbi di natura autoimmune con il risultato è che le cellule della cute che producono e accumulano melanina, il pigmento scuro che colora pelle, capelli e peli vengono aggrediti e distrutti dal sistema immunitario che non li riconosce più come parte dell'organismo, ma come qualcosa di estraneo da cui difendersi.
Sembra però che giochi un ruolo alquanto importante il danno ossidativo, soprattutto la presenza di un eccesso di perossido di idrogeno più conosciuto come acqua ossigenata a livello cutaneo. Il perossido d'idrogeno appartiene alle specie reattive dell'ossigeno ed è particolarmente nocivo per le strutture cellulari, determinando quindi la vitiligine.
Per la vitiligine c'è anche un trattamento naturopatico ed è per certi versi analogo a quello che viene attuato in presenza di altre patologie a componente autoimmunitaria, come la psoriasi. Per quanto possa sembrare strano, mentre la medicina classifica migliaia di patologie, per ciascuna delle quali prevede una terapia farmacologica specifica , la naturopatia si rivolge ad un numero assai limitato di fattori, intervenendo su di essi in un'ottica causalista, dando così la possibilità all'organismo di far emergere le proprie fisiologiche potenzialità di autoregolazione e autoguarigione in tutta la loro pienezza.
La naturopatia con la cura della vitiligine punta ad eliminare o almeno a minimizzare tutto quello che può alterare il normale funzionamento del sistema immunitario - o, più correttamente, psiconeuroendocrinoimmunitario.
Per la cura della vitiligine dal punto di vista della naturopatia è importante curare l' alimentazione, preoccupandosi sia di individuare e gestire le probabili intolleranze alimentari, cercare di evitare cibi e loro modalità di assunzione che possano sostenere l'infiammazione cronica nel corpo, fosse anche di basso grado.
Limitare l'assunzione di microrganismi, come quelli che abbondano nel nostro intestino e che assai frequentemente modificano sia qualitativamente che quantitativamente la loro presenza; controllare lo stress, infatti anche la medicina riconosce come causa di attivazione della vitiligine, nonché meccanismo in grado di sostenerla.
Evitare un eccesso di estrogeni in quanto hanno un potente fattore di alterazione della risposta immune, come indirettemente conferma anche il dato che le donne vengano colpite da malattie autoimmuni molto più degli uomini, in un rapporto addirittura di 9 a 1, soprattutto in età fertile, cioè quando la produzione estrogenica è massima.
Il trattamento naturopatico prevede il Test DRIA ed una corretta alimentazione, trattamento naturale degli aspetti psicoemotivi e nervosi, riequilibrando così l'asse degli estrogeni, grazie all' assunzione di specifici integratori naturali e fitoterapici ad attività immunomodulante sono i passi necessari da compiere all'interno di un percorso di riequilibrio naturopatico.
Per curare completamente la vitiligine è necessario limitare quanto più possibile il contatto con sostanze chimiche di vario tipo (tra cui quelle contenute nelle tinture dei capelli), che sono in grado di scatenare o peggiorare la vitiligine.
In merito al perossido d'idrogeno in eccesso, si rivela importante l'impiego di minerali e vitamine antiossidanti.
L'assunzione di vitamina C in associazione ai flavonoidi , di Vitamina E e il beracarotene va integrata anche la supplementazione di glutatione, usato o da un importantissimo enzima antiossidante dell'organismo, la glutatione perossidasi, per eliminare il perossido di idrogeno, che viene trasformato in semplici ossigeno e acqua.
Per funzionare, la glutatione perossidasi ha bisogno di uno specifico minerale, il selenio, che per di più è anch'esso un ottimo antiossidante.
Sulla base di alcune correlazioni evidenziate tra vitiligine e cattivo funzionamento della tiroide va tenuto in considerazione anche l'uso di iodio oligoelemento. Lo iodio oligoelemento è un interessante regolatore della funzionalità tiroidea, sia nella tendenza all'ipotiroidisimo che in quella all'ipertiroidisimo, sulle quali peraltro agisce favorevolmente anche l'approccio alimentare menzionato.
Ci sono infine alcuni rimedi naturali specifici, che possono essere utili nella vitiligine, ma rappresentano solo un complemento al ben più interessante e causalistico trattamento di riequilibrio del terreno individuale più sopra descritto.
Tra questi troviamo gli Amminoacidi come la L-tirosina, da cui la melanina deriva, o anche la L-fenilalanina che l'organismo trasforma in tirosina i quali possono facilitare la ripigmentazione della pelle.
Si trovano alcune vitamine del complesso B, in associazione all'esposizione solare, si sono dimostrate efficaci nel miglioramento della vitiligine, sarà bene ricordare la vitamina B12 (cianocobalamina), la B9 (acido folico) e il PABA (acido paraminobenzoico o vitamina B10, ma in realtà si tratta di una "non vitamina").
Nel campo della fitoterapia per guarire dalla vitiligine si trova il Gingko biloba ed è probabilmente il più interessante, infatti anche una ricerca scientifica specifica ha evidenziato che è in grado di promuovere la ripigmentazione, in alcuni soggetti questa è stata addirittura totale anche se sulle aree bianche non sono ancora di grande estensione.
Il ginkgo ha in effetti un potente effetti antiossidante, è un notevole antinfiammatorio e ha anche un'azione antistress.
Non solo farmaci o fitoterapia, importanti sono anche i rimedi vegetali importanti per la cura della vitiligine come la curcuma o Curcuma longa.
La specifica conferma, fa piacere, ma gli effetti antiossidanti e antinfiammatori dei curcuminoidi erano ben noti e questa spezia già comunemente utilizzata in tutte quelle necessità di contenere lo stress ossidativo e persino per migliorare l'umore.
Altra spezia importante è il pepe nero soprattutto un suo principio attivo, la piperina la quale sembra in grado di stimolare la produzione di melanina per via topica, aiutando a scurire le aree depigmentate rapidamente.
Come si diceva la vitiligine è qualcosa di molto più complesso di un problema cosmetico e la logica, perlomeno in naturopatia, è agire sulle cause di squilibrio.
Per questo ci sono anche i i gemmoderivati,come il macerato glicerico di platano (Platanus orientalis), un drenante a spiccato tropismo cutaneo, può rivelarsi utile all'interno di un più completo trattamento della vitiligine.
Tutto questo ricordando i molti rimedi vegetali usati in altre culture tradizionali, come in primo luogo Picrorhiza kurroa, consigliata nella vitiligine dall'Ayurveda. In Occidente, la validità di questa pianta è confermata solo per le epatiti e più in generale per le patologie del fegato. Ma, anche nel caso della picrorriza, è verosimile che alla base degli effetti ipotizzati nella vitiligine possano esserci proprio le sue note proprietà antiossidanti (di protezione delle riserve di glutatione) e antinfiammatorie.
LEPTINA
Leptina? Cos'è ? Quanti di voi ne hanno mai sentito parlare?
La leptina è una piccola proteina da un immenso potere anche se è solo dal 1994 se ne conosce l'esistenza e si sono accertati gli stretti legami con l'attivazione metabolica.
Proprio per la sua grande importanza è bene imparare a conoscerla per sapere quanto siamo efficienti.
E' da pochi anni, esattamente dal 1994 che se ne conosce l'esistenza della leptina e la sua funzionalità. La leptina è stata miracolosamente scoperta da Jeffrey Friedman, della Rockfeller University di New York il quale battezza questo neurotrasmettitore con un nome derivato dal greco leptòs che significa “sottile, minuto”.
La leptina quindi è secreta dagli adipociti i quali sono le nostre cellule grasse con il significato molto importante di segnalare al nostro ipotalamo se c'è abbondanza o carenza di cibo.
Il nostro organismo si regola in base a questo segnale basale così l’intera ipofisi deve il suo completo funzionamento da un segnale di attivazione ipotalamica, spesso proprio dipendente dalla presenza o meno della leptina.
All'opposto quindi e non c'è da stupirsi: essendo la leptina un controllore perfetto dell'equilibrio tra introito energetico e attività funzionale degli organi, sembra così alquanto coerente che l'organismo si difenda dalla carestia incominciando a ridurre gli sprechi.
Tra le prime vittime colpite da un malfunzionamento della leptina è la tiroide che in assenza di un adeguato o apporto energetico, rischia di mandare depressione anche l'incremento muscolare, crescita e attività delle ovaie.
Il risveglio mattutino è quello più importante per raccogliere il segnale regolatorio legato al cibo, da quel segnale dipende quindi l’attivazione o la non attivazione metabolica del nostro organismo.
Le prime ore del mattino infatti sono quelle in cui si hanno i picchi più alti degli ormoni in grado di accelerare i nostri consumi.
Le primissime ore della mattina hanno un picco di testosterone a cui segue quello del cortisolo, per continuare nella tarda mattinata con il picco degli ormoni tiroidei che sono degli importanti regolatori del consumo calorico quotidiano.
Tutti questo mix di ormoni messi in confronto alla leptina, possono essere considerati degli operai dei piani bassi, il cui lavoro deve essere autorizzato da una responsabile che prende le sue decisioni all’ultimo piano del grattacielo.
Questa può essere considerata una posizione privilegiata dalla quale vede chiaramente quale sia la situazione energetica complessiva dell’intero organismo.
Parlando in termini più comuni e più evoluzionistici, l’azione della leptina può essere concepita come quello stimolo che l’uomo preistorico riceveva appena uscito dalla sua caverna, dopo una notte di riposo e conseguentemente di digiuno . Dopo essersi percosso il petto e sciacquato il viso, il nostro antenato iniziava così a a cercare il cibo per sfamare se e la sua famiglia.
Trovando il cibo suo metabolismo si mette in modalità consumo e gli permette di andare a caccia, cercando nuovi territori per riprodursi, costruire manufatti, se non lo trova si mette in stand by riducendo al minimo i propri consumi e risparmiando quanto più possibile fino al momento in cui reperirà del cibo.
In questo secondo caso si riproduce esattamente quello che succede ad ogni organismo quando segue una dieta ipocalorica o quando fa colazione con una tazzina di caffè o con due biscottini di corsa, prima di andare al lavoro.
Siamo proprio sicuri che questa sia la via giusta per dimagrire tre pasti al giorno e una colazione da re sono le premesse per una corretta attivazione metabolica e per l’innesco di un corretto processo di dimagrimento.
La leptina è una piccola proteina da un immenso potere anche se è solo dal 1994 se ne conosce l'esistenza e si sono accertati gli stretti legami con l'attivazione metabolica.
Proprio per la sua grande importanza è bene imparare a conoscerla per sapere quanto siamo efficienti.
E' da pochi anni, esattamente dal 1994 che se ne conosce l'esistenza della leptina e la sua funzionalità. La leptina è stata miracolosamente scoperta da Jeffrey Friedman, della Rockfeller University di New York il quale battezza questo neurotrasmettitore con un nome derivato dal greco leptòs che significa “sottile, minuto”.
La leptina quindi è secreta dagli adipociti i quali sono le nostre cellule grasse con il significato molto importante di segnalare al nostro ipotalamo se c'è abbondanza o carenza di cibo.
Il nostro organismo si regola in base a questo segnale basale così l’intera ipofisi deve il suo completo funzionamento da un segnale di attivazione ipotalamica, spesso proprio dipendente dalla presenza o meno della leptina.
All'opposto quindi e non c'è da stupirsi: essendo la leptina un controllore perfetto dell'equilibrio tra introito energetico e attività funzionale degli organi, sembra così alquanto coerente che l'organismo si difenda dalla carestia incominciando a ridurre gli sprechi.
Tra le prime vittime colpite da un malfunzionamento della leptina è la tiroide che in assenza di un adeguato o apporto energetico, rischia di mandare depressione anche l'incremento muscolare, crescita e attività delle ovaie.
Il risveglio mattutino è quello più importante per raccogliere il segnale regolatorio legato al cibo, da quel segnale dipende quindi l’attivazione o la non attivazione metabolica del nostro organismo.
Le prime ore del mattino infatti sono quelle in cui si hanno i picchi più alti degli ormoni in grado di accelerare i nostri consumi.
Le primissime ore della mattina hanno un picco di testosterone a cui segue quello del cortisolo, per continuare nella tarda mattinata con il picco degli ormoni tiroidei che sono degli importanti regolatori del consumo calorico quotidiano.
Tutti questo mix di ormoni messi in confronto alla leptina, possono essere considerati degli operai dei piani bassi, il cui lavoro deve essere autorizzato da una responsabile che prende le sue decisioni all’ultimo piano del grattacielo.
Questa può essere considerata una posizione privilegiata dalla quale vede chiaramente quale sia la situazione energetica complessiva dell’intero organismo.
Parlando in termini più comuni e più evoluzionistici, l’azione della leptina può essere concepita come quello stimolo che l’uomo preistorico riceveva appena uscito dalla sua caverna, dopo una notte di riposo e conseguentemente di digiuno . Dopo essersi percosso il petto e sciacquato il viso, il nostro antenato iniziava così a a cercare il cibo per sfamare se e la sua famiglia.
Trovando il cibo suo metabolismo si mette in modalità consumo e gli permette di andare a caccia, cercando nuovi territori per riprodursi, costruire manufatti, se non lo trova si mette in stand by riducendo al minimo i propri consumi e risparmiando quanto più possibile fino al momento in cui reperirà del cibo.
In questo secondo caso si riproduce esattamente quello che succede ad ogni organismo quando segue una dieta ipocalorica o quando fa colazione con una tazzina di caffè o con due biscottini di corsa, prima di andare al lavoro.
Siamo proprio sicuri che questa sia la via giusta per dimagrire tre pasti al giorno e una colazione da re sono le premesse per una corretta attivazione metabolica e per l’innesco di un corretto processo di dimagrimento.
Intolleranze Alimentari
Negli ultimi anni il problema delle intolleranze alimentari ha una diffusione sempre più capillare a causa dei cambiamenti nella situazione sociale ed economica degli ultimi tempi , la quale ha fatto perdere alla maggior parte delle persone i ritmi naturali e fisiologici che hanno mantenuto sana la popolazione.
Da oltre 10000 anni fa l'uomo ha iniziato a coltivare qualche cereale e altre piante commestibili con la possibilità di accumulare scorte di cibo, ed ha iniziato ad allevare animali anziché seguirli o inseguirli lungo le pianure, ha iniziato a comparire l'obesità nella popolazione.
Al contrario delle migliorate condizioni sociali sono peggiorate le condizioni di salute, con un innalzamento spaventoso di allergie ed intolleranze alimentari.
Per migliorare le condizioni di salute è importante riequilibrate alcune regole alimentari che rimettano in azione alcuni dei meccanismi con cui nei millenni passati il genere umano ha vissuto meglio sul piano della salute; Magari risolvendo così alcuni se non molti dei problemi legati alle intolleranze alimentari.
Una delle cause dell'aumento dell'obesità è la sommministrazione costante ed inconsapevole di dati alimenti provoca facilmente la comparsa di allergie alimentari ritardate op più comunemente dette intolleranze alimentari.
Da poco si è dimostrato con certezza che le intolleranze alimentari determinano una reazione infiammatoria che può portare ad un inevitabile ingrassamento.
Questo è per il corpo un vero e proprio segnale di pericolo che arriva all'organismo e in risposta al pericolo ogni individuo cerca di accumulare grasso di scorta da utilizzare in una situazione di carestia successiva.
Oggi le intolleranze alimentari più frequenti sono legate alla presenza, spesso inconsapevole, nei cibi di grassi idrogenati vegetali presenti in quasi tutti i prodotti industriali, di latte e derivati del latte che si trovano dappertutto, intolleranze nei confronti dei lieviti e prodotti fermentati e ad alto contenuto di sale.
Una delle intolleranze più frequenti che io conosca è quella al frumento.
Uno studio attento delle intolleranze alimentari e una dieta che annulli l'infiammazione che queste producono manda all'organismo un segnale uguale e contrario a quello che ha causato l'ingrassamento, facilitando così la perdita di massa grassa.
Da oltre 10000 anni fa l'uomo ha iniziato a coltivare qualche cereale e altre piante commestibili con la possibilità di accumulare scorte di cibo, ed ha iniziato ad allevare animali anziché seguirli o inseguirli lungo le pianure, ha iniziato a comparire l'obesità nella popolazione.
Al contrario delle migliorate condizioni sociali sono peggiorate le condizioni di salute, con un innalzamento spaventoso di allergie ed intolleranze alimentari.
Per migliorare le condizioni di salute è importante riequilibrate alcune regole alimentari che rimettano in azione alcuni dei meccanismi con cui nei millenni passati il genere umano ha vissuto meglio sul piano della salute; Magari risolvendo così alcuni se non molti dei problemi legati alle intolleranze alimentari.
Una delle cause dell'aumento dell'obesità è la sommministrazione costante ed inconsapevole di dati alimenti provoca facilmente la comparsa di allergie alimentari ritardate op più comunemente dette intolleranze alimentari.
Da poco si è dimostrato con certezza che le intolleranze alimentari determinano una reazione infiammatoria che può portare ad un inevitabile ingrassamento.
Questo è per il corpo un vero e proprio segnale di pericolo che arriva all'organismo e in risposta al pericolo ogni individuo cerca di accumulare grasso di scorta da utilizzare in una situazione di carestia successiva.
Oggi le intolleranze alimentari più frequenti sono legate alla presenza, spesso inconsapevole, nei cibi di grassi idrogenati vegetali presenti in quasi tutti i prodotti industriali, di latte e derivati del latte che si trovano dappertutto, intolleranze nei confronti dei lieviti e prodotti fermentati e ad alto contenuto di sale.
Una delle intolleranze più frequenti che io conosca è quella al frumento.
Uno studio attento delle intolleranze alimentari e una dieta che annulli l'infiammazione che queste producono manda all'organismo un segnale uguale e contrario a quello che ha causato l'ingrassamento, facilitando così la perdita di massa grassa.
mercoledì 22 settembre 2010
Tutti I Sapori della Soia
Tra tutti i legumi il più nuovo e il più innovativo è la soia.
La soia è un'ottima fonte di salute e longevità, importante per prendersi cura del proprio benessere anche a tavola, l'importante è scoprirla in tutti i suoi sapori.
La soia è un legume di origine orientale che continua a guadagnare popolarità soprattutto grazie all'immagine di prodotto salutistico che lo accompagna.
La soia è un prodotto ricco di proteine e privo di colesterolo " cattivo", contiene infatti gli isoflavonoidi importanti per le donne in menopausa.
La soia è un prodotto dai mille sapori, per cui è alquanto versatile, dalla sua lavorazione si trovano moltissimi alimenti, di tutti i sapori sempre più diffusi nei supermercati: dalla soia ai germogli, dai drink ai budini, dai burger ai gelati a tutti i sapori dei piatti pronti a base di soia.
Uno tra i prodotti in commercio a base di soia è la farina, dalla macinatura dei semi dopo aver estratto l'olio si ricava una pasta farinosa che può essere usata per preparare pane, dolci, spaghetti.
A differenza della comune farina questa di soia è senza glutine, adatta anche alla dieta dei celiaci, unita ad altre farine questa rende i composti più friabili.
E' bene prestare attenzione anche alla cottura perchè la soia brucia velocemente.
Tra tutti i sapori della soia c'è anche la carne verde, dopo l'estrazione dell'olio da seme si ottiene la cossidetta " soia ristrutturata", un prodotto che per la consistenza assomiglia alla carne.
Tipo di lavorazione che distrugge i nutrienti importanti della soia lasciando intatte le proteine,.
Questa è per i vegetariani considerata una vera e propria bistecca, prima di essere cucinata deve essere integrata con dei liquidi che ha perso durante la lavorazione, quindi va immersa in acqua calda o fredda, bollita per 30 minuti e poi schiacciata per eliminare tutti i liquidi in eccesso.
A questo punto può essere cucinata a piacere.
I sapori del latte possono piacere o meno, ma per provare tutti i sapori della soia si può provare anche questo, il latte di soia si ottiene facendo macerare i semi in acqua.
Dopo la spremitura il liquido viene sottoposto a trattamento termico di Uht, la bevanda è costituita dal 90% di acqua contenendo basse quantità di proteine, grassi e zuccheri.
Rispetto ai latti comuni contiene più ferro ed è carente di calcio, vitamina D e B 12 essenziale per il buon funzionamento delle cellule.
Per renderlo quindi più completo a livello nutrizionale viene integrato con vitamine e sali minerali, il latte si consuma spesso in frullati, besciamelle, gelati, budini, creme e salse e per chi ama i sapori alternativi anche al naturale.
Io sono un amante dei sapori particolari, soprattutto quando si parla di formaggio.
Tra i prodotti che amo molto della soia è il tofu, formaggio di soia il quale si ottiene dalla coagulazione del succo usando sali di calcio e magnesio, apporta buone quantità di vitamine del gruppo A e B, proteine, lecitina ed è povero di sodio.
Dal punto di vista nutrizionale non rappresenta un'alternativa ai formaggi perchè povero di calcio, si può mangiare crudo, cotto. In commercio si può trovare in diverse versioni: più morbidi, più solidi e sott'olio, assaggiate la varietà dei sapori!
Tra le altre cose che sulla tavola non mancano mai sono le insalate, ricche di sapori delle verdure fresche di stagione , molte volte del proprio orto, ma che sarà bene imparare ad arricchire con tutti i sapori della soia.
Sono le baby piante ottenute facendo germogliare la soia verde, in questo modo gli elementi nutrizionali del seme come grassi, proteine e carboidrati vengono scomposte in sostanze più semplici e digeribili.
I sali minerali contenuti nei germogli di soia sono più facilmente assimilabili e aumenta la quaota di vitamine, con il risultato che è un alimento più ricco di nutrienti e digeribile.
I germoglio sono ideali crudi, da gustare nelle insalate, ovviemente li potete mangiare anche cotti da soli o direttamente con la carne o per condire i primi piatti.
I fagioli di soia è il prodotto che più fcilmente si trova in commercio , la soia gialla è la varietà più diffusa, c'è però anche la soia nera.
Tra altre varietà di soia ( che propria non è) c'è anche la soia rossa ( azuki) e verde ( mung), prima di consumarli però sarà bene tenerli in ammollo per almeno 12 ore e poi cuocerli per due ore e mezza.
La soia ha molte proprietà salutari tutte da sfruttare aiutando così a combattere le malattie cardiovascolari, prevenire l'osteoporosi e ad attenuare i disturbi legati alla menopausa.
Dal punto di vista nutrizionale è una buona alternativa alla carne perchè apporta proteine di alta qualità senza il colesterolo.
Grazie all'acido linoleico e al linolenico, due acidi grassi insaturi che l'organismo trasformerà in Omega 3 e Omega 6 la soia aiuta a ridurre l'accumulo di colesterolo nel sangue aumentando l'elasticità delle arterie e rallentando l'aggregazione delle piastrine, proteggendo così dal rischio di trombi.
Questo legume poi fornisce fitoestrogeni i quali sono sostanze che agiscono sulle lipoproteine aumentando la percentuale dell'Hdl ( colesterolo buono) riducendo quelli di Ldl , ovvero quello cattivo e dei trigliceridi.
Un noto ingrediente della cucina orientale a base di soia , che permette così' di cambiare un po' i sapori della nostra tavole è la salsa, la quale si ottiene dalla fermentazione della soia, frumento, orzo, riso, già cotti in acqua e sale.
Le versioni più comuni sono lo Shoyu ricavato dalla fermentazione dei fagioli gialli e del frumento ed il tamari dove i fagioli di soia gialla sono cotti in acqua e sale ed inoculati con funghi detti koji, la cui fermentazione può essere durata tre anni.
Entrambe le salse forniscono proteine, vitamine, oligoelementi, contenendo pochissimo sodio, possono essere aggiunti ai cibi già cucinati o aggiunti in cottura.
A fine cottura può essere aggiunto anche l'olio di soia che si ottiene dalla spremitura dei fagioli ed è di colore giallo chiaro, con un sapore delicato, ricco di grassi polinsaturi come Omega 3 e Vitamina E.
Quest'olio è instabile alle temperature e può essere usato come condimento a crudo come per preparare una maionese leggera.
Facilmente deperibile ed ossidabile, per questo va conservato ben chiuso e al buio, infine è consigliabile controllare in etichetta che la spremitura sia avvenuta a freddo in quanto l'olio ottenuto con il processo di lavorazione a caldo perde buona parte dei suoi nutrienti.
Per cambiare sapori ai dessert si possono provare le alternative alla soia come lo yogurt ed il budino.
Ottenuti dal succo di soia concentrato e fatto inacidire con l'aggiunta di fermenti lattici, lavorazione che permette di ottenere sia prodotti cremosi fermentati sia dessert al cucchiaio.
Questi dessert forniscono proteine, acidi grassi essenziali e microrganismi benefici.
Rispetto allo yogurt comune, quello di soia perchè privi di colesterolo e lattosio e calcio, infatti spesso vengono arricchiti; Come gli altri sapori anche quelli di soia vengono arricchiti di frutta e altri sapori.
La lecitina di soia è un'integratore alimentare, molto utile per contrastare i problemi di colesterolo alto.
Essendo un emulsionante mantiene in sospensione il colesterolo presente nel sangue impedendo che si depositi nelle arterie.
La lecitina di soia rinforza l'azione antiossidante delle vitamine A ed E contribuendo alla depurazione di fegato e reni.
La lecitina di soia viene usata nell'industria alimentare ed in quella farmaceutica in diversi medicinali, mentre nell'alimentazione può essere consumata da sola o aggiunta a minestre o yogurt.
Quando si parla di minestre vengono in mente tutti i sapori personali che ognuno ha, ricette più o meno tradizionali o alternative come i sapori del miso, prodotto tipico della cucina giapponese che si prepara facendo cuocere semi di soia, acqua e sale a cui spesso sono aggiunti cereali come orzo ( Mugi Miso) o riso ( Kome miso).
Inoltre c'è anche la variante di Hacho miso, di sola soia con un gusto deciso e salato, esistendo però anche una variante dolce.
Il miso mantiene tutte le proteine della soia ed è ricco di enzimi simili a quello dello yogurt importanti per la mobilità intestinale, si usa per insaporire minestre o cereali o per cucinare una particolare zuppa.
La soia è la principale fonte alimentare di isoflavonoidi, estrogeni vegetali che si sono rivelati un valido aiuto per la salute delle donne in menopausa, svolgendo una funzione protettiva dei tumori ormono-sensibili e aiutando a mantenere la densità ossea riducendo così il rischio di osteoporosi e accelerando il processo di guarigione da eventuali fratture.
La ricerche hanno mostrato come tutti i sapori della soia riducano le vampate di calore e a differenza degli estrogeni sintetici , quelli vegetali non si accumulano nei tessuti, per questo gli integratori che li contengono non determinano aumenti di peso e non incidono sull'ipersensibilità del seno.
La soia è un'ottima fonte di salute e longevità, importante per prendersi cura del proprio benessere anche a tavola, l'importante è scoprirla in tutti i suoi sapori.
La soia è un legume di origine orientale che continua a guadagnare popolarità soprattutto grazie all'immagine di prodotto salutistico che lo accompagna.
La soia è un prodotto ricco di proteine e privo di colesterolo " cattivo", contiene infatti gli isoflavonoidi importanti per le donne in menopausa.
La soia è un prodotto dai mille sapori, per cui è alquanto versatile, dalla sua lavorazione si trovano moltissimi alimenti, di tutti i sapori sempre più diffusi nei supermercati: dalla soia ai germogli, dai drink ai budini, dai burger ai gelati a tutti i sapori dei piatti pronti a base di soia.
Uno tra i prodotti in commercio a base di soia è la farina, dalla macinatura dei semi dopo aver estratto l'olio si ricava una pasta farinosa che può essere usata per preparare pane, dolci, spaghetti.
A differenza della comune farina questa di soia è senza glutine, adatta anche alla dieta dei celiaci, unita ad altre farine questa rende i composti più friabili.
E' bene prestare attenzione anche alla cottura perchè la soia brucia velocemente.
Tra tutti i sapori della soia c'è anche la carne verde, dopo l'estrazione dell'olio da seme si ottiene la cossidetta " soia ristrutturata", un prodotto che per la consistenza assomiglia alla carne.
Tipo di lavorazione che distrugge i nutrienti importanti della soia lasciando intatte le proteine,.
Questa è per i vegetariani considerata una vera e propria bistecca, prima di essere cucinata deve essere integrata con dei liquidi che ha perso durante la lavorazione, quindi va immersa in acqua calda o fredda, bollita per 30 minuti e poi schiacciata per eliminare tutti i liquidi in eccesso.
A questo punto può essere cucinata a piacere.
I sapori del latte possono piacere o meno, ma per provare tutti i sapori della soia si può provare anche questo, il latte di soia si ottiene facendo macerare i semi in acqua.
Dopo la spremitura il liquido viene sottoposto a trattamento termico di Uht, la bevanda è costituita dal 90% di acqua contenendo basse quantità di proteine, grassi e zuccheri.
Rispetto ai latti comuni contiene più ferro ed è carente di calcio, vitamina D e B 12 essenziale per il buon funzionamento delle cellule.
Per renderlo quindi più completo a livello nutrizionale viene integrato con vitamine e sali minerali, il latte si consuma spesso in frullati, besciamelle, gelati, budini, creme e salse e per chi ama i sapori alternativi anche al naturale.
Io sono un amante dei sapori particolari, soprattutto quando si parla di formaggio.
Tra i prodotti che amo molto della soia è il tofu, formaggio di soia il quale si ottiene dalla coagulazione del succo usando sali di calcio e magnesio, apporta buone quantità di vitamine del gruppo A e B, proteine, lecitina ed è povero di sodio.
Dal punto di vista nutrizionale non rappresenta un'alternativa ai formaggi perchè povero di calcio, si può mangiare crudo, cotto. In commercio si può trovare in diverse versioni: più morbidi, più solidi e sott'olio, assaggiate la varietà dei sapori!
Tra le altre cose che sulla tavola non mancano mai sono le insalate, ricche di sapori delle verdure fresche di stagione , molte volte del proprio orto, ma che sarà bene imparare ad arricchire con tutti i sapori della soia.
Sono le baby piante ottenute facendo germogliare la soia verde, in questo modo gli elementi nutrizionali del seme come grassi, proteine e carboidrati vengono scomposte in sostanze più semplici e digeribili.
I sali minerali contenuti nei germogli di soia sono più facilmente assimilabili e aumenta la quaota di vitamine, con il risultato che è un alimento più ricco di nutrienti e digeribile.
I germoglio sono ideali crudi, da gustare nelle insalate, ovviemente li potete mangiare anche cotti da soli o direttamente con la carne o per condire i primi piatti.
I fagioli di soia è il prodotto che più fcilmente si trova in commercio , la soia gialla è la varietà più diffusa, c'è però anche la soia nera.
Tra altre varietà di soia ( che propria non è) c'è anche la soia rossa ( azuki) e verde ( mung), prima di consumarli però sarà bene tenerli in ammollo per almeno 12 ore e poi cuocerli per due ore e mezza.
La soia ha molte proprietà salutari tutte da sfruttare aiutando così a combattere le malattie cardiovascolari, prevenire l'osteoporosi e ad attenuare i disturbi legati alla menopausa.
Dal punto di vista nutrizionale è una buona alternativa alla carne perchè apporta proteine di alta qualità senza il colesterolo.
Grazie all'acido linoleico e al linolenico, due acidi grassi insaturi che l'organismo trasformerà in Omega 3 e Omega 6 la soia aiuta a ridurre l'accumulo di colesterolo nel sangue aumentando l'elasticità delle arterie e rallentando l'aggregazione delle piastrine, proteggendo così dal rischio di trombi.
Questo legume poi fornisce fitoestrogeni i quali sono sostanze che agiscono sulle lipoproteine aumentando la percentuale dell'Hdl ( colesterolo buono) riducendo quelli di Ldl , ovvero quello cattivo e dei trigliceridi.
Un noto ingrediente della cucina orientale a base di soia , che permette così' di cambiare un po' i sapori della nostra tavole è la salsa, la quale si ottiene dalla fermentazione della soia, frumento, orzo, riso, già cotti in acqua e sale.
Le versioni più comuni sono lo Shoyu ricavato dalla fermentazione dei fagioli gialli e del frumento ed il tamari dove i fagioli di soia gialla sono cotti in acqua e sale ed inoculati con funghi detti koji, la cui fermentazione può essere durata tre anni.
Entrambe le salse forniscono proteine, vitamine, oligoelementi, contenendo pochissimo sodio, possono essere aggiunti ai cibi già cucinati o aggiunti in cottura.
A fine cottura può essere aggiunto anche l'olio di soia che si ottiene dalla spremitura dei fagioli ed è di colore giallo chiaro, con un sapore delicato, ricco di grassi polinsaturi come Omega 3 e Vitamina E.
Quest'olio è instabile alle temperature e può essere usato come condimento a crudo come per preparare una maionese leggera.
Facilmente deperibile ed ossidabile, per questo va conservato ben chiuso e al buio, infine è consigliabile controllare in etichetta che la spremitura sia avvenuta a freddo in quanto l'olio ottenuto con il processo di lavorazione a caldo perde buona parte dei suoi nutrienti.
Per cambiare sapori ai dessert si possono provare le alternative alla soia come lo yogurt ed il budino.
Ottenuti dal succo di soia concentrato e fatto inacidire con l'aggiunta di fermenti lattici, lavorazione che permette di ottenere sia prodotti cremosi fermentati sia dessert al cucchiaio.
Questi dessert forniscono proteine, acidi grassi essenziali e microrganismi benefici.
Rispetto allo yogurt comune, quello di soia perchè privi di colesterolo e lattosio e calcio, infatti spesso vengono arricchiti; Come gli altri sapori anche quelli di soia vengono arricchiti di frutta e altri sapori.
La lecitina di soia è un'integratore alimentare, molto utile per contrastare i problemi di colesterolo alto.
Essendo un emulsionante mantiene in sospensione il colesterolo presente nel sangue impedendo che si depositi nelle arterie.
La lecitina di soia rinforza l'azione antiossidante delle vitamine A ed E contribuendo alla depurazione di fegato e reni.
La lecitina di soia viene usata nell'industria alimentare ed in quella farmaceutica in diversi medicinali, mentre nell'alimentazione può essere consumata da sola o aggiunta a minestre o yogurt.
Quando si parla di minestre vengono in mente tutti i sapori personali che ognuno ha, ricette più o meno tradizionali o alternative come i sapori del miso, prodotto tipico della cucina giapponese che si prepara facendo cuocere semi di soia, acqua e sale a cui spesso sono aggiunti cereali come orzo ( Mugi Miso) o riso ( Kome miso).
Inoltre c'è anche la variante di Hacho miso, di sola soia con un gusto deciso e salato, esistendo però anche una variante dolce.
Il miso mantiene tutte le proteine della soia ed è ricco di enzimi simili a quello dello yogurt importanti per la mobilità intestinale, si usa per insaporire minestre o cereali o per cucinare una particolare zuppa.
La soia è la principale fonte alimentare di isoflavonoidi, estrogeni vegetali che si sono rivelati un valido aiuto per la salute delle donne in menopausa, svolgendo una funzione protettiva dei tumori ormono-sensibili e aiutando a mantenere la densità ossea riducendo così il rischio di osteoporosi e accelerando il processo di guarigione da eventuali fratture.
La ricerche hanno mostrato come tutti i sapori della soia riducano le vampate di calore e a differenza degli estrogeni sintetici , quelli vegetali non si accumulano nei tessuti, per questo gli integratori che li contengono non determinano aumenti di peso e non incidono sull'ipersensibilità del seno.
lunedì 20 settembre 2010
Guarire Dalla Cicatrice
Aver una brutta cicatrice sul proprio corpo non è la cosa più bella, fortunatamente ci sono le piante che possono limitare i brutti ricordi.
La cicatrice è un filetto in rilievo che perdurano nel tempo ed eliminarle è difficilissimo, ma guarire dalla cicatrice è molto possibile, anzi sempre più probabile.
Da un punto di vista della medicina psicosomatica la cicatrice è la memoria visibile di una ferita passata che anche l'organismo fa fatica a dimenticare.
Per guarire dalla cicatrice anche se di vecchia data va molto bene la rosa mosqueta, pianta selvatica proveniente dal Cile e dalle Ande dai cui semi si estrae un olio alquanto pregiato e ricco di vitamina C ed E, di carotenoidi e fitosteroli e con una percentuale molto alta di acidi grassi essenziali polinsaturi come l'acido linoleico, alfalinoleico, applicandolo con un leggero massaggio permettendo di guarire dalla cicatrice.
In alternativa alla rosa mosqueta per guarire dalla cicatrice va molto bene anche l'olio estratto dai fiori bianchi dell'albero di arancio, il neroli.
Non sempre serve un rimedio per guarire dalla cicatrice, se si riesce in tempo si può prevenire la cicatrice, se la lesione stenta a rimarginarsi si può ricorrere alla piantaggine, una pianta medica dalle cui foglie fresche si ricava un ottimo impacco o all'achillea, erba usata nell'antichità per le piaghe sanguinanti.
Si può applicare sulla ferita superficiale un cataplasma di foglie crude schiacciate.
In alternativa si può usare delle rosa canina, pianta perenne ricca di Vitamina C, per lavaggi usare un cucchiaino di erba da lasciare in infusione per 10 minuti.
A queste piante si può associare l'essenza di lavanda che rimargina la ferita in circa 8 giorni.
Per contrastare l'infiammazione del tessuto cicatriziale che può favorire la comparsa di escrescenze è molto efficace la calendula, pianta medica ricca di principi attivi come carotene, betacarotene e acido saslicilico.
Per guarire dalla cicatrice si può anche ricorrere all'olibano, albero dell'incenso da cui si estrae un olio ricco di sostanze come pirene ed incensolo, miscelare 4 o 5 goccie di uno dei due rimedi in un cucchiaino di olio di mandorle dolci oppure enotera, pianta medica dai semi di acidi grassi essenziali come l'acido gamma -linoleico.
Il tutto è un ottimo veicolo per le essenze , anche il burro estratto dall'albero di karitè i cui semi sono ricchi di principi attivi come l'acido oleico, linoleico e vitamine A, D ed E.
In caso di scottature per guarire in fretta meglio l'iperico, applicando mattina e sera con un battutolo di cotone una piccola quantità di olio e massaggiare fino a completo assorbimento.
La cicatrice è un filetto in rilievo che perdurano nel tempo ed eliminarle è difficilissimo, ma guarire dalla cicatrice è molto possibile, anzi sempre più probabile.
Da un punto di vista della medicina psicosomatica la cicatrice è la memoria visibile di una ferita passata che anche l'organismo fa fatica a dimenticare.
Per guarire dalla cicatrice anche se di vecchia data va molto bene la rosa mosqueta, pianta selvatica proveniente dal Cile e dalle Ande dai cui semi si estrae un olio alquanto pregiato e ricco di vitamina C ed E, di carotenoidi e fitosteroli e con una percentuale molto alta di acidi grassi essenziali polinsaturi come l'acido linoleico, alfalinoleico, applicandolo con un leggero massaggio permettendo di guarire dalla cicatrice.
In alternativa alla rosa mosqueta per guarire dalla cicatrice va molto bene anche l'olio estratto dai fiori bianchi dell'albero di arancio, il neroli.
Non sempre serve un rimedio per guarire dalla cicatrice, se si riesce in tempo si può prevenire la cicatrice, se la lesione stenta a rimarginarsi si può ricorrere alla piantaggine, una pianta medica dalle cui foglie fresche si ricava un ottimo impacco o all'achillea, erba usata nell'antichità per le piaghe sanguinanti.
Si può applicare sulla ferita superficiale un cataplasma di foglie crude schiacciate.
In alternativa si può usare delle rosa canina, pianta perenne ricca di Vitamina C, per lavaggi usare un cucchiaino di erba da lasciare in infusione per 10 minuti.
A queste piante si può associare l'essenza di lavanda che rimargina la ferita in circa 8 giorni.
Per contrastare l'infiammazione del tessuto cicatriziale che può favorire la comparsa di escrescenze è molto efficace la calendula, pianta medica ricca di principi attivi come carotene, betacarotene e acido saslicilico.
Per guarire dalla cicatrice si può anche ricorrere all'olibano, albero dell'incenso da cui si estrae un olio ricco di sostanze come pirene ed incensolo, miscelare 4 o 5 goccie di uno dei due rimedi in un cucchiaino di olio di mandorle dolci oppure enotera, pianta medica dai semi di acidi grassi essenziali come l'acido gamma -linoleico.
Il tutto è un ottimo veicolo per le essenze , anche il burro estratto dall'albero di karitè i cui semi sono ricchi di principi attivi come l'acido oleico, linoleico e vitamine A, D ed E.
In caso di scottature per guarire in fretta meglio l'iperico, applicando mattina e sera con un battutolo di cotone una piccola quantità di olio e massaggiare fino a completo assorbimento.
mercoledì 15 settembre 2010
La Pillola Anticoncezionale
La pillola anticoncezionale , ha dall'età della sua invenzione, rivoluzionato completamente la vita delle donne.
La pillola anticoncezionale è stata la vera protagonista di un importante congresso europeo di medicina contraccettiva tenutosi l'estate scorsa in Olanda.
Durante il Congresso si è parlato della sua storia, conquiste, passi avanti e anticpando quelli futuri.
Quest anno la pillola anticoncezionale compie cinquant'anni e come per ogni persona è tempo di bilanci, per l'occasione è stata condotta una ricerca che ha coinvolto più di 20 mila donne fra i 15 e 5o anni di 18 Paesi , 17 Europei più il Canada.
Secondo i dati raccolti più della metà delle donne ha provato la pillola, percentuali quasi al 100% si registrano in Paesi dell'Europa Settentrionale, quelle più basse , attorno al 20% alle latitudini opposte come Grecia e Turchia.
La pillola anticoncezioanle si conferma il metodo contraccettivo più usato, oltre che più sicuro dopo il preservativo.
L'anticoncezionale dopo tanti anni ha determinato una vera e propria rivoluzione sociale e culturale, soprattutto per la donna che ha potuto imporsi e determinare la sua volontà.
La nascita ufficiale della pillola si registra negli anni '60 negli Stati Unito dove viene distribuita per la prima volta; L'anno successivo la novità arriva nel Vecchio Continente ed in Australia.
Mentre per l'arrivo della pillola anticoncezionale in Italia bisognerà aspettare ancora qualcheanno, una norma del codice penale ( art 533) vieta per legge la contraccezione.
Mentre nel 1965 anche da noi la pillola anticoncezionale ha cominciato a prendere piede, ma solo per le donne con problemi di regolarità mestruali.
Il panorama anticoncezionale femminile cambia radicalmente con la rivoluzione studentesca del 1968, danno che diede una scossa profonda.
A riguardo della nuova pillola anticoncezionale gl specialisti confermano che le nuove formulazioni sono anche vero alleato della salute al femminile.
Usare con regolarità la pillola anticoncezionale contribuisce alla prevenzione di alcune malattie come il tumore all'endometrio, tessuto di rivestimento interno dell'utero, ovaie e colon.
La percentuale di diffusione di questi tumori sono in costante aumento soprattutto per un fattore legato all'età, l'età fertile si allunga e le gravidanze calano.
In questi stati particolari gli organi femminili destinati alla riproduzione sono sempre in attività aumentando la possibilità di sviluppare un tumore, la pillola regola quindi l'attività di questi organi, limitando il numero di ovulazioni, imponendone il riposo programmato prevenendo l'insorgenza della malattia.
Dati concreti di ciò sono in Olanda si è assistito al 50% in meno di tumori ovarici.
La pillola anticoncezionale si comporta come una vera e propria cura ormonale per la risoluzione di problemi femminili.
Anticoncezionale ottimo contro l' acne perchè contrasta la comparsa di brufoli e inestetismi cutanei come la crescita eccessiva di peluria e dolori mestruali.
La pillola anticoncezionale non è stata ben accettata all'inizio, ora invece ben l'80 % delle donne italiane afferma che migliora la vita di coppia.
Le paure principali per le quali non è stata inizialmente ben accolta è l'aumento di peso, la ritenzione idrica oggi le giovanissime e non solo sono convinte che l'anticoncezionale nella nuova formulazione siano sicure ed efficaci sia per la prevenzione gravidanze che per la cura della sindrome premestruale.
Anche le più scettiche e diffidenti stanno cominciando a prendere più confidenza.
Certo è che il binomio gravidanza con pillola anticoncezionale sembra un paradosso, eppure il contraccettivo orale che ha lo scopo principale il monitoraggio e controllo delle gravidanze, inoltre la pillola presto si arricchirà di acido folico molto utile durante i 9 mesi di gravidanza, diventando quindi un'ottima alleata per una gravidanza desiderata.
La pillola anticoncezionale è stata la vera protagonista di un importante congresso europeo di medicina contraccettiva tenutosi l'estate scorsa in Olanda.
Durante il Congresso si è parlato della sua storia, conquiste, passi avanti e anticpando quelli futuri.
Quest anno la pillola anticoncezionale compie cinquant'anni e come per ogni persona è tempo di bilanci, per l'occasione è stata condotta una ricerca che ha coinvolto più di 20 mila donne fra i 15 e 5o anni di 18 Paesi , 17 Europei più il Canada.
Secondo i dati raccolti più della metà delle donne ha provato la pillola, percentuali quasi al 100% si registrano in Paesi dell'Europa Settentrionale, quelle più basse , attorno al 20% alle latitudini opposte come Grecia e Turchia.
La pillola anticoncezioanle si conferma il metodo contraccettivo più usato, oltre che più sicuro dopo il preservativo.
L'anticoncezionale dopo tanti anni ha determinato una vera e propria rivoluzione sociale e culturale, soprattutto per la donna che ha potuto imporsi e determinare la sua volontà.
La nascita ufficiale della pillola si registra negli anni '60 negli Stati Unito dove viene distribuita per la prima volta; L'anno successivo la novità arriva nel Vecchio Continente ed in Australia.
Mentre per l'arrivo della pillola anticoncezionale in Italia bisognerà aspettare ancora qualcheanno, una norma del codice penale ( art 533) vieta per legge la contraccezione.
Mentre nel 1965 anche da noi la pillola anticoncezionale ha cominciato a prendere piede, ma solo per le donne con problemi di regolarità mestruali.
Il panorama anticoncezionale femminile cambia radicalmente con la rivoluzione studentesca del 1968, danno che diede una scossa profonda.
A riguardo della nuova pillola anticoncezionale gl specialisti confermano che le nuove formulazioni sono anche vero alleato della salute al femminile.
Usare con regolarità la pillola anticoncezionale contribuisce alla prevenzione di alcune malattie come il tumore all'endometrio, tessuto di rivestimento interno dell'utero, ovaie e colon.
La percentuale di diffusione di questi tumori sono in costante aumento soprattutto per un fattore legato all'età, l'età fertile si allunga e le gravidanze calano.
In questi stati particolari gli organi femminili destinati alla riproduzione sono sempre in attività aumentando la possibilità di sviluppare un tumore, la pillola regola quindi l'attività di questi organi, limitando il numero di ovulazioni, imponendone il riposo programmato prevenendo l'insorgenza della malattia.
Dati concreti di ciò sono in Olanda si è assistito al 50% in meno di tumori ovarici.
La pillola anticoncezionale si comporta come una vera e propria cura ormonale per la risoluzione di problemi femminili.
Anticoncezionale ottimo contro l' acne perchè contrasta la comparsa di brufoli e inestetismi cutanei come la crescita eccessiva di peluria e dolori mestruali.
La pillola anticoncezionale non è stata ben accettata all'inizio, ora invece ben l'80 % delle donne italiane afferma che migliora la vita di coppia.
Le paure principali per le quali non è stata inizialmente ben accolta è l'aumento di peso, la ritenzione idrica oggi le giovanissime e non solo sono convinte che l'anticoncezionale nella nuova formulazione siano sicure ed efficaci sia per la prevenzione gravidanze che per la cura della sindrome premestruale.
Anche le più scettiche e diffidenti stanno cominciando a prendere più confidenza.
Certo è che il binomio gravidanza con pillola anticoncezionale sembra un paradosso, eppure il contraccettivo orale che ha lo scopo principale il monitoraggio e controllo delle gravidanze, inoltre la pillola presto si arricchirà di acido folico molto utile durante i 9 mesi di gravidanza, diventando quindi un'ottima alleata per una gravidanza desiderata.
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